
Cari lettori,
Fare reddito in campagna ancora si può, ma servono tre ingredienti: una mentalità nuova, un grande impegno e una passione innata. Peculiarità che molti giovani dediti all’agricoltura possiedono a piene mani. Le aziende sono mediamente di circa 4 ha, di cui uno protetto dalle serre, e talvolta si avvalgono dell’aiuto di operai.
Siamo in Romagna, in quella pianura che degrada verso il mare. La zona è vocata per l’orticoltura, ma non da molto. «Fino a vent’anni fa – afferma un Agricoltore – tutta la zona era un frutteto con peschi, albicocchi, susini. Terminati gli studi ho deciso di portare avanti l’azienda di famiglia, ma fin da subito sono stato chiaro: stop ai peschi e spazio alle orticole».
Giovane ma dalle idee chiare. Oggi in zona è soprannominato “il re del porro” e il suo prodotto è conteso dai migliori ristoranti della zona. In particolare uno, il più rinomato, utilizza i suoi porri nelle preparazioni a base di pesce.
La parola d’ordine per fare reddito è questa: diversificazione. «Il 50 % della mia Plv è rappresentato dalle colture sementiere che faccio sia in pieno campo, sia in serra. Il 40 % è dato dalla vendita presso il mercato all’ingrosso di Cesena, mentre restante il 10% deriva dalla vendita diretta in azienda».